Confcommercio Professioni: le misure necessarie per la competitività e la crescita dei lavoratori autonomi professionisti/proposte per le forze politiche che si presentano alle elezioni del prossimo 25 settembre 2022

Le professioni, in particolare le nuove professioni, costituiscono uno dei principali driver di crescita dell’occupazione. Sono pertanto sempre più necessarie politiche per i lavoratori autonomi professionali che assicurino le indispensabili tutele oltre ad interventi che ne favoriscano la competitività e la crescita.    

Le misure proposte da Confcommercio Professioni

  • Occorre, innanzi tutto, investire sul capitale umano, attraverso il rafforzamento del sistema scolastico e universitario, post laurea e della formazione continua e manageriale, prevedendo l’ingresso delle professioni nei percorsi educativi e formativi con gli strumenti dell’alternanza scuola-lavoro, tirocini e apprendistato.
  • Va riconosciuto, altresì, maggior rilievo al  ruolo svolto dalle associazioni di professionisti non regolamentati, in base alla Legge n.4 del 2013, per la valorizzazione dei servizi professionali e occorre puntare alla  riconoscibilità delle competenze del lavoratore autonomo professionale sul mercato, anche attraverso la certificazione di conformità a norma tecniche UNI. In questo senso, riteniamo necessario un intervento legislativo per precisare le modalità di una co-esistenza di certificazioni delle competenze su base volontaria e certificazione pubblica. Riteniamo anche utile dare continuità agli investimenti in piattaforme digitali per la formazione a distanza e l’aggiornamento professionale.
  • Positiva la  procedura di iscrizione al portale inPA per il reclutamento dei professionisti chiamati all’attuazione del PNRR, procedura che va monitorata per consentire sempre un migliore accesso al fine di assicurare trasparenza e aggiornamento costante.
  • Con riferimento all’esigenza di tutela del reddito per la riduzione/sospensione delle attività lavorative per gli iscritti alla Gestione separata Inps, un notevole passo in avanti è stata l’introduzione, anche se solo in via sperimentale, dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) ma ne occorre un monitoraggio al fine di  puntare a ridurre l’aliquota di contribuzione aggiuntiva per l’annualità 2023. Va inoltre ampliata la platea dei destinatari di questo ammortizzatore sociale che deve essere reso strutturale. Infine le associazioni di rappresentanza delle professioni devono essere coinvolte a tutti i livelli, nazionale e regionale, nella definizione dei percorsi di formazione per la parte dell’ISCRO relativa alla riqualificazione professionale.
  • Con riferimento all’estensione ai lavoratori autonomi professionali delle misure del Programma GOL, volte a sostenere l’occupabilitàdato che si rivolgono solo a chi ha cessato l’attività, è auspicabile che si possa aprire un confronto su un modello di riqualificazione attraverso la formazione anche per lavoratori che non hanno chiuso la Partita Iva e versano in difficoltà lavorativa, ma non hanno i requisiti per l’ISCRO.
  • Si attende l’attuazione allo Sportello del lavoro autonomo con un ruolo per le Associazioni a livello territoriale, secondo quanto previsto dalla legge n. 81 del 2017.
  • I professionisti devono essere inoltre inclusi in ogni misura di sostegno ed incentivazione che riguarda l’impresa.
  • E’ indispensabile consentire ai lavoratori autonomi professionali di creare “reti” e per questo occorre chiarire la disciplina da applicare: è infatti attualmente impossibile iscrivere il contratto di rete tra soggetti che svolgono attività professionale, non iscritti al registro delle imprese.
  • E’ necessario potenziare la transizione 4.0 dei professionisti, rafforzando l’intensità agevolativa del credito d’imposta per le spese in beni strumentali materiali e  beni immateriali che hanno determinati requisiti tecnologici indispensabili per innalzare il livello digitale dei servizi offerti dalle professioni, ed includere tali lavoratori autonomi nella platea dei beneficiari del credito d’imposta per la formazione 4.0. Positiva l’estensione del voucher connettività per i professionisti ma occorrerebbe rifinanziare il voucher per la digitalizzazione,  come la previsione di un sostegno a lavoratori autonomi e PMI per l’acquisto di servizi di consulenza e formazione per la competitività e la ripresa.
  • Va reso più inclusivo il nuovo credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica. A tal proposito, è opportuno consentirne l’applicazione anche agli esercenti attività professionali.
  • Dal lato del welfare, è necessario incentivare per i lavoratori professionisti iscritti alla Gestione separata INPS, l’adesione alle forme di sanità integrativa e ricorrere, laddove possibile, agli strumenti bilaterali già esistenti per assicurare ai lavoratori autonomi coperture previdenziali e sanitarie integrative a quelle offerte dal sistema pubblico. In generale,  anche i lavoratori autonomi professionali devono essere destinatari di misure per il sostegno alla genitorialità (interventi in tema di maternità, asili nido, dopo-scuola, ludoteche, baby-sitting), e va promosso un welfare per la conciliazione vita-lavoro.
  • Un altro aspetto importante, riguarda la possibilità di sospendere la decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del professionista a tutti i professionisti, anche a quelli non ordinistici, in via generale, in caso di malattia e infortunio, in quanto essa rappresenta, soprattutto, una forma di garanzia per il cliente nei confronti della Pubblica Amministrazione.
  • Si considera necessaria, in un contesto generale di arretramento dei redditi per larga  parte delle professioni, la valorizzazione della qualità del servizio  e dell’equo  compenso anche  per i professionisti non organizzati in ordini o collegi, attraverso l’individuazione di parametri specifici. Va, in questo senso, chiarito e rafforzato l’ambito di applicazione della normativa vigente in tale materia nell’ambito della Pubblica Amministrazione.
  • In conclusione, sono necessari interventi di natura fiscale per favorire la crescita e l’affermazione delle professioni. Servono subito ulteriori moratorie dei versamenti fiscali con rateizzazioni straordinarie per l’assolvimento dei debiti accumulati. Il regime forfettario va ripensato al fine di sostenere la crescita dei professionisti mentre occorre ridurre, per chi opta per questo regime, il coefficiente di redditività, perché i professionisti sopportano costi maggiori, soprattutto di formazione, rispetto a quelli riconosciuti dal legislatore.
  • Auspicabile è anche l’avvio di una riforma dei codici ATECO per garantire che ogni professionista abbia un codice realmente corrispondente all’attività in concreto svolta.
  • Bene, infine,  che sia stata superata l’IRAP per le persone fisiche, con l’auspicio che  pure le forme associative e le società tra professionisti ne siano escluse.

In vista delle elezioni politiche del 25 settembre, Confcommercio ha elaborato un documento (leggi la versione integrale in pdf) sui temi più importanti e le urgenze da affrontare in cui sono contenute le nostre proposte in forma più sintetica.

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