Approvate le Relazioni delle Camere per il PNRR

Le proposte coinvolgono in alcuni ambiti le professioni. Buoni i punti di partenza ma attendiamo di vedere quale sarà la risposta alle esigenze evidenziate e come verrà declinata  anche in favore del lavoro autonomo professionale.

L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato il 31 marzo 2021 la Relazione della V Commissione sulla Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Doc. XXVII, n. 18-A e l’Assemblea del Senato nella giornata del 1 aprile 2021 la relazione delle Commissioni riunite 5a e 14a sul medesimo piano, Doc. XVI, n. 5.

Tra i vari aspetti considerati nei due documenti rispetto al PNRR, si evidenzia che le informazioni disponibili non appaiono ancora esaustive con riferimento alle riforme per cui la stesura definitiva dello stesso dovrebbe essere arricchita attraverso un adeguato corredo informativo. In particolare, la Relazione della Camera mette in evidenza l’opportunità di indicare lo sviluppo temporale dell’utilizzo delle risorse nei singoli anni del periodo 2021-2026, con informazioni più dettagliate rispetto a quanto già contenuto nel documento.

Con riferimento alle missioni e ai progetti del Piano, alcune delle esigenze che risultano dalle Relazioni guardano alle istanze rappresentate per le professioni. In via non esaustiva, si segnalano le seguenti.

La necessità di riconsiderare in una diversa prospettiva universalistica la tradizionale e perdurante frammentazione dei regimi di tutela dei lavoratori  e di garantire un’adeguata riforma degli ammortizzatori sociali che dovrà considerare l’universalità delle coperture e la loro omogeneità andando a coprire tutti i settori produttivi e i lavoratori autonomi.

L’esigenza di un nuovo sistema di politiche attive per il lavoro con robusti investimenti nella formazione, nella riqualificazione e nel miglioramento delle competenze, sia nel settore pubblico che in quello privato, mediante azioni di upskilling e di reskilling, per accompagnare non solo le transizioni occupazionali, ma anche quelle generazionali oltre che al fine di sostenere i processi di innovazione organizzativa, di processo e di prodotto e puntare su una formazione differenziata che leghi il mondo della conoscenza alle nuove professioni.

La proposta di una laurea universitaria triennale in discipline digitali e di elementi obbligatori per una formazione di base nel digitale in tutti i corsi di laurea, ivi compresi i filoni di cultura umanistica; al pari di rilievo la richiesta di una formazione specializzata delle professioni turistiche secondo livelli e standard comuni e prefissati.

L’esigenza del potenziamento e semplificazione degli strumenti di welfare familiare, a partire dall’implementazione dell’assegno unico e universale per i figli a carico,  dei congedi obbligatori per entrambi i genitori e degli interventi di sostegno alla maternità per lavoratrici autonome libere professioniste, nonché di strumenti deputati a rafforzare la partecipazione femminile al mercato del lavoro.

La richiesta di incentivare Università, ITS, enti pubblici e privati accreditati internazionalmente a vantaggio della costruzione di nuove professionalità e profili sempre più indispensabili nell’Italia post-pandemica, a partire dalle competenze green per la transizione ecologica, dalle competenze digitali e legate all’intelligenza artificiale e alla raccolta, gestione e uso dei dati per la trasformazione digitale, e soprattutto dalle competenze manageriali necessarie per governare processi e organizzazioni pubbliche e private sempre più complesse.

La necessità del potenziamento del Piano «Transizione 4.0» in ossequio al principio Think Small First, al fine di renderlo davvero fruibile per le micro, piccole e medie imprese: è indispensabile che in questa dimensione possa essere indirizzato anche al lavoro autonomo professionale.

La proposta di revisione del trattamento fiscale delle flotte aziendali a zero emissioni, includendo i veicoli in uso ai liberi professionistie di estendere il super bonus 110% alle libere professioni e fino al 2023, con al contempo una semplificazione delle procedure burocratiche e la possibilità di cessione del credito almeno pari a cinque anni, così da garantire un utilizzo il più possibile diffuso della stessa.

L’esigenza di garantire l’accessibilità all’assistenza psicoterapica, in particolare per le persone indigenti, mediante l’accreditamento e il convenzionamento di enti o professionisti operanti nell’ambito del supporto psicologico e psicoterapico.

La richiesta di inserire la riforma del lavoro culturale, nell’ottica del riconoscimento delle imprese, della definizione di uno statuto dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative e delle professioni culturali, che comprenda i diversi ambiti.

La previsione per le professioni che operano nel settore congressuale e delle fiere e nel settore dell’internazionalizzazione, volta a garantire lo svolgimento di fiere e congressi nel breve periodo in digitale o ibride; oltre ad altre azioni richiamate per il settore.

Infine ma non da ultimo, per le professioni viene messa in evidenza l’impossibilità di costituzione di reti «pure», cioè costituite solo da professionisti che, non essendo iscritti al registro delle imprese, non possono godere della forma di pubblicità prevista invece per le reti «miste» (professionista più impresa).

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