ISCRO, ARRIVA L’ATTESO DECRETO. LA FORMAZIONE PASSA DAL SIISL

C’è stato bisogno di attendere ma alla fine la notizia è arrivata. Dopo due anni arrivano finalmente le indicazioni operative sulla formazione destinata ai professionisti che percepiscono l’ISCRO. I nuovi percorsi di aggiornamento saranno gestiti attraverso il SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.

A mettere un punto alla lunga attesa è il nuovo decreto del Ministero del Lavoro, che dà attuazione a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2024 e definisce le modalità per organizzare e seguire le attività formative.

Per le partite IVA interessate il meccanismo è abbastanza chiaro: dopo aver sottoscritto il patto di attivazione digitale (PAD) sarà possibile scegliere un percorso di aggiornamento professionale tra quelli certificati e disponibili sulla piattaforma.

Le nuove regole riguardano i corsi rivolti ai lavoratori autonomi che ricevono l’ISCRO, cioè l’indennità di continuità reddituale e operativa prevista per i professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS.

Il via libera arriva con il decreto interministeriale firmato dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia. Il provvedimento stabilisce finalmente le modalità con cui lavoratrici e lavoratori autonomi che presentano domanda per l’indennità INPS potranno accedere ai percorsi di aggiornamento professionale.

Il collegamento tra ISCRO e formazione era già stato previsto dalla normativa. L’idea alla base della misura è quella di aiutare il lavoratore autonomo a mantenere attuali le proprie competenze e, quando necessario, ad arricchirle.

In particolare, la formazione dovrebbe permettere di mantenere aggiornate le conoscenze, le abilità e le competenze già acquisite, così da poter affrontare i cambiamenti della domanda e le trasformazioni del settore economico e professionale di riferimento; permette anche di sviluppare nuove conoscenze, abilità e competenze che possano essere concretamente utilizzate nel proprio contesto lavorativo e che siano coerenti con le esigenze formative del singolo lavoratore.

In origine, la Legge di Bilancio 2024 aveva previsto un meccanismo più rigido: la possibilità di ricevere l’indennità era infatti collegata alla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale.

Successivamente è intervenuto il decreto Coesione n. 60 del 2024, che ha modificato l’impostazione iniziale, specificando che l’erogazione è “accompagnata” alla partecipazione a tali percorsi. 

La questione, però, non era ancora del tutto definita. Restava infatti da stabilire concretamente come dovessero essere organizzati i corsi, quali caratteristiche dovessero avere e quali soggetti potessero erogarli. Per questo era necessario un decreto attuativo, arrivato soltanto adesso.

La gestione delle attività avverrà all’interno del SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.

Già al momento della presentazione della domanda per l’ISCRO, il beneficiario dovrà dare il consenso alla trasmissione dei propri dati di contatto alla piattaforma. Questo passaggio è necessario anche per arrivare alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale.

Il funzionamento ricorda quello già previsto per chi percepisce la NASpI o la DIS-COLL. In questi casi l’iscrizione al SIISL avviene d’ufficio e serve soprattutto a rendere più semplice il percorso verso una nuova occupazione.

I beneficiari di NASpI e DIS-COLL devono infatti completare sulla piattaforma il curriculum vitae e il PAD. Un sistema simile è previsto anche per chi riceve l’assegno di inclusione (ADI) e per i beneficiari del supporto per la formazione e il lavoro (SFL).

Per i titolari di partita IVA che ricevono l’ISCRO, il SIISL diventa quindi il punto di riferimento anche per rafforzare e aggiornare le proprie competenze professionali.

Un aspetto interessante riguarda la compilazione dei dati. La piattaforma prepara automaticamente il curriculum vitae e il patto di attivazione digitale utilizzando le informazioni provenienti da banche dati pubbliche tra cui INPS, Anagrafe e Camere di Commercio.

Questo non significa, però, che il lavoratore debba accettare senza modifiche quanto inserito dal sistema. È infatti possibile integrare le informazioni già presenti e correggere eventuali dati non aggiornati o inesatti.

Una volta firmato il PAD, il lavoratore potrà ricevere oppure cercare autonomamente offerte di lavoro. Allo stesso modo potrà individuare i percorsi di aggiornamento professionale più adatti alle proprie esigenze.

C’è poi una scadenza da tenere presente. Se entro 90 giorni dalla sottoscrizione del PAD il beneficiario non avrà iniziato un corso di aggiornamento certificato, il SIISL segnalerà la situazione ai Centri per l’impiego, che potranno convocare l’interessato.

Il Ministero del Lavoro avrà invece il compito di seguire l’andamento della partecipazione ai percorsi dal punto di vista statistico. I dati raccolti saranno utilizzati per un monitoraggio che verrà riportato in un apposito bollettino annuale.

Non tutti gli enti potranno proporre i percorsi validi ai fini dell’ISCRO. La formazione dovrà essere organizzata da enti titolati oppure da enti accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per lo svolgimento di attività di formazione professionale.

Anche i corsi dovranno rispettare alcune condizioni precise.

Innanzitutto, le attività formative dovranno essere finalizzate all’acquisizione di competenze collegate agli standard professionali e di qualificazione definiti e aggiornati ogni anno nell’ambito del Repertorio nazionale.

Al termine del percorso dovrà inoltre essere rilasciato almeno un documento di trasparenza, che permetta di certificare e rendere riconoscibili le competenze sviluppate attraverso la formazione.

In attesa che venga reso operativo il fascicolo elettronico del lavoratore, le attestazioni dovranno essere prodotte in formato digitale aperto, firmate digitalmente e conservate direttamente sulla piattaforma SIISL.

Per conoscere i corsi effettivamente disponibili non bisognerà fare riferimento soltanto al SIISL. I percorsi saranno infatti consultabili anche sui siti istituzionali delle singole Regioni e Province autonome.

L’offerta formativa sarà organizzata sulla base dei diversi settori economico-professionali, così da permettere ai lavoratori di individuare più facilmente le iniziative coerenti con il proprio ambito di attività.

I siti istituzionali dovranno inoltre mettere a disposizione una sezione specifica dedicata alla formazione. Qui sarà possibile consultare il catalogo dei corsi disponibili e, quando previsto, procedere direttamente con l’iscrizione alle relative iniziative.

In questo modo, dopo una fase di attesa durata oltre due anni, prende finalmente forma il sistema attraverso cui i beneficiari dell’ISCRO potranno accedere ai percorsi di aggiornamento professionale previsti dalla normativa.

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