Convegno su riforma fiscale e professioni: l’intervento del Prof. On. Luigi Marattin

A seguire il video intervento del Prof. On. Luigi Marattin all’evento organizzato da Confcommercio Professioni con Seac Cefor dal titolo “L’impatto della riforma fiscale sulle professioni”(qui il programma e gli interventi previsti).

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Dopo un anno di lavoro nelle Commissioni Finanze di Camera e Senato ripreso dallo stesso Disegno di Legge Delega di revisione del sistema fiscale, è pertanto tempo di ammodernare un sistema tributario vecchio di 50 anni. Da questa considerazione parte il Prof. On. Luigi Marattin, relatore del ddl, per ricordare come il primo intervento messo a terra con la legge di bilancio 2022 (circa 8 miliardi annui, di cui circa 7 destinati all’intervento sull’IRPEF e 1,2 miliardi destinati all’IRAP) consenta finalmente al cosiddetto ceto medio, gravato di un carico fiscale eccessivo, un risparmio di circa 1000 euro all’anno.

Per quanto riguarda l’IRAP, 835 mila persone fisiche dal 2022 non pagheranno più il tributo, non dovendo nemmeno più fare la relativa dichiarazione. Ma non basta: in relazione all’abolizione dell’imposta, andranno escluse pure le forme societarie, per non porre ostacoli alla possibilità di aggregazione, soprattutto per i professionisti. Ci sono, inoltre, margini per ulteriori interventi migliorativi sull’IRPEF, con una progressiva riduzione delle aliquote e un riordino delle deduzioni e detrazioni da sfoltire.

Sul fronte del lavoro autonomo professionale, l’Onorevole Marattin pone l’attenzione su due questioni centrali: intervenire, in primo luogo, sul regime forfettario, la cui soglia per l’accesso non può disincentivare la crescita o incentivare il lavoro nero, per cui si può rendere opportuna l’introduzione di modalità di accompagnamento o comunque di uno scivolo per chi varca il limite dei 65.000 euro. La seconda questione riguarda la modalità di rateizzazione del saldo e del primo acconto delle imposte dirette e del secondo acconto senza interessi da gennaio a giugno dell’anno successivo, mantenendo la stessa base imponibile, la stessa modalità di calcolo di saldi e acconti e anche la possibilità del calcolo presuntivo se il reddito dovesse calare tra un anno e l’altro. Connessa a questo aspetto, è al vaglio anche la proposta di ridurre o abolire la ritenuta d’acconto, per passare a un sistema di mensilizzazione degli acconti senza sanzioni e interessi. Infine, l’onorevole sottolinea come non può essere la riforma del catasto a creare problemi e frizioni nel dibattito sulla riforma fiscale. Tra i temi della delega infatti il Catasto non c’è: è prevista solo una fotografia per misurare i potenziali effetti redistributivi di un intervento ad hoc. Mentre resta prioritario concentrarsi su come realmente rendere il fisco più leggero e più semplice per il contribuente.

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