Sangalli: “Confcommercio è la casa delle professioni”

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha aperto i lavori del convegno di Confcommercio professioni “#Professioni Restart, la ripartenza fra opportunità e criticità”. “Sono 1 milione e 500mila in Italia le persone che scelgono la via del lavoro autonomo professionale.  Ma non si tratta solo del lavoro dei professionisti. Il lavoro professionale abilita anche il lavoro altrui, con un impatto fortissimo nel rafforzamento e nel miglioramento del sistema economico e imprenditoriale. I professionisti sono “input intermedi” di conoscenza nella catena del valore del nostro Paese, input determinanti per la qualità e la competitività dell’economia italiana“.

Il momento storico che stiamo vivendo – ha detto Sangalli – ci chiede di accompagnare il “rimbalzo di crescita” dell’economia (più 6% nel 2021) con vera innovazione, aumento della produttività e delle competenze per rendere questa crescita duratura ed equilibrata. Ecco, quindi, il ruolo strategico aggiuntivo e attuale a cui sono chiamati i professionisti, che in questi due anni hanno sofferto ma sono comunque cresciuti in termini assoluti e per reddito totale generato“.

Sangalli ha poi sottolineato che “le professioni stanno cambiando, si stanno evolvendo. Tutte le professioni. E con loro cambia il Paese. Come sono cresciuti i rappresentati, così è poi maturata la rappresentanza: Confcommercio Professioni ha coinvolto sempre più associazioni nazionali e territoriali per migliorare il radicamento e offrire nuovi servizi. Eppure, individualmente, i professionisti sono a rischio e il COVID ha enfatizzato questa fragilizzazione: se il reddito totale generato aumenta, il reddito medio pro capite negli anni è diminuito del 25%”. “Per questo – ha aggiunto Sangalli – uno dei temi più cari a Confcommercio Professioni rimane oggi, oltre a quello della rateizzazione del carico fiscale, anche quello dell’equo compenso per le prestazioni professionali. E al tema dell’equo compenso aggiungerei anche quello della “pari dignità”. Pari dignità di status con le imprese. Pari dignità nel rapporto con la Pubblica Amministrazione. Pari dignità nella previdenza complementare, nel welfare e nella qualità della vita. Perché certamente i Professionisti risentono della loro grandissima varietà e differenziazione interna ma le professioni hanno tutte il medesimo bisogno di buona regolazione, pari condizioni di mercato, riconoscimento delle competenze, tutela. Ritrovarsi e riconoscersi in un coordinamento dentro una grande confederazione d’impresa come Confcommercio non è quindi solo un tema di immagine. E’ un tema sindacale forte che afferma la profonda imprenditorialità della figura professionale. Un’imprenditorialità dall’identità fortemente terziaria, perché nei servizi di mercato opera il 98% dei professionisti. “Per questo Confcommercio – ha concluso Sangalli – si sente la casa delle Professioni, che hanno acquisito – in questo caso sì – pari dignità sindacale a partire anche dalla citazione dal nome della Confederazione: Confederazione Generale del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e delle professioni“.

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