Professioni: alcune riflessioni di fine legislatura tra le novità approvate e le misure ancora da adottare

In vista delle elezioni, che sicuramente non ci aspettavamo ad una scadenza cosi ravvicinata, proviamo a fare una fotografia di quanto rimasto in sospeso, sollevando alcuni punti di riflessione.

Per le professioni è stato un periodo difficile a causa degli effetti economici della pandemia, cui si sono aggiunti, subito dopo, quelli derivanti dal conflitto in Ucraina. In particolare, la crisi da emergenza pandemica ha messo in evidenza la mancanza di misure di sostegno strutturali per il mondo del lavoro autonomo professionale, che rimane il più delle volte tra le ultime preoccupazioni delle forze politiche. Ricordiamo peraltro che, mentre scriviamo, si sta pensando ad un Decreto Aiuti-bis e ancora non c’è il decreto ministeriale per l’attuazione dell’indennità prevista dal primo Decreto Aiuti a favore dei lavoratori autonomi con partita iva. 

Le professioni sono le principali protagoniste nel percorso della crescita, non smetteremo mai di sottolinearlo: tutti gli interventi del PNRR richiedono lo sviluppo di competenze che possono essere garantite dal mondo delle libere professioni. Per questo devono trovare sostegni adeguati  ad assicurare loro gli strumenti idonei per sfruttare le possibilità della tecnologia e del digitale, come va altresì innalzato il livello digitale dei servizi offerti dalle professioni con adeguate politiche di incentivazione. Al momento l’unica risposta degna di nota è stata l’estensione, a loro favore, del voucher connettività. Tra le novità che sono state introdotte in questa legislatura, dobbiamo ricordarci dellinclusione dei professionisti, compresi i non ordinistici (richiamando la Legge 4/2013), nella procedura connessa alliscrizione al portale del reclutamento per la PA, in un elenco a loro dedicato. Una risposta importante alle richieste di coinvolgimento nell’attuazione del PNRR.

Purtroppo per l’equo compenso immaginiamo, invece, che il disegno di legge in discussione al Senato abbia poche possibilità di andare in porto. Avevamo dichiarato che nel provvedimento doveva essere meglio chiarito l’ambito di applicazione della normativa in materia per la Pubblica amministrazione anche alla luce di una giurisprudenza secondo cui il principio di equo compenso per la PA può essere flessibile! È quindi da augurarsi che si comprenda per il futuro che occorre individuare anche per i professionisti non organizzati in ordini o collegi dei parametri specifici per la definizione del compenso.

Ricordiamo inoltre una importante conquista che ha comportato una vera e propria riforma degli ammortizzatori sociali, da lungo tempo attesa dai professionisti. Questa riforma è stata introdotta grazie al consenso di tutte le forze politiche ma solo in via sperimentale, per il triennio 2021-2023 (Iscro). Nonostante ciò, purtroppo siamo al 2022 ed è mancato un adeguato monitoraggio dell’attuale andamento dell’Iscro per capire se sono possibili variazioni in riduzione della contribuzione aggiuntiva correlata prevista  a carico degli iscritti alla Gestione separata.        
Di recente è stata data attuazione anche alla parte dell’ammortizzatore di politica attiva e cercheremo di monitorare, anche grazie alle Confcommercio territoriali, i passi avanti che faranno le Regioni (e soprattutto se li faranno…), cui ora spetta questa sfida. Ciò anche in relazione  a quanto previsto dal PNRR e dalla ultima Legge di Bilancio che hanno introdotto un sistema di politiche attive per il lavoro autonomo professionale, con riferimento allo Sportello del lavoro autonomo con un ruolo per le Associazioni, secondo quanto previsto dalla legge 81/2017. In relazione alla necessità di ovviare alle disparità che caratterizzavano le prestazioni degli iscritti alla Gestione Separata Inps, il Jobs act degli autonomi nel 2017 aveva intrapreso un percorso che, potremmo dire, ha una prosecuzione con il decreto legislativo, di cui si attende l’entrata in vigore, del Ministro del lavoro e delle Politiche sociali, relativo all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Esso, tra l’altro, modifica la disciplina del congedo parentale per le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione separata facendo passare la durata complessiva tra i due genitori a 9 mesi.

Infine, e in  attesa di capire se verrà approvata la Delega fiscale e tutte le novità connesse, possiamo ritenere positivo che la legge di Bilancio abbia introdotto il superamento dell’IRAP per i lavoratori autonomi professionali. Attendiamo, ora, il definitivo superamento promesso per tutti.

In conclusione, si può  affermare che qualche passo in avanti è stato fatto ma sempre per singoli tentativi che costituiscono di volta in volta pezzi che compongono un puzzle dai contorni sfocati. Manca ancora un quadro organico e di sistema che dia alle professioni una rappresentazione trasparente e chiara sulla base dei mutamenti del mercato e ne favorisca l’affermazione.

Non mancheremo mai di continuare a sostenerlo. Il nuovo Governo dovrebbe riconoscere una delega per le Professioni!

Noi stiamo lavorando alle nostre proposte da sottoporre alle forze politiche.

Anna Rita Fioroni
Presidente Confcommercio Professioni

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