Equo compenso: considerare anche i professionisti non ordinistici

Confcommercio Professioni sottolinea la mancanza di una tutela effettiva per i compensi dei professionisti che esercitano lavoro autonomo genuino con partita IVA, free lance, come ad esempio consulenti di direzione, formatori, progettisti e designer, professionisti nel settore dell’ICT, del turismo e dello sport e benessere, che sono iscritti alla Gestione separata dell’INPS. “Si tratta di professionisti con competenze altamente qualificate, per cui il lavoro autonomo è una scelta consapevole che non deve, pertanto, incontrare ostacoli normativi”: cosi Anna Rita Fioroni, Presidente di Confcommercio Professioni in audizione oggi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, sui disegni di legge in esame in materia di equo compenso (AC 301 Meloni, AC 1979 Mandelli e AC 2192 Morrone).

La federazione di settore condivide l’intento di fondo dei disegni di legge che mirano a riformare la disciplina frammentata e scarsamente applicabile in materia di equo compenso, in attuazione dell’art. 36 della Costituzione che sancisce il diritto ad una “retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Tuttavia, precisa Fioroni: “E’ fondamentale estendere la legislazione sull’equo compenso anche ai professionisti a partita Iva che non sono organizzati in ordini o collegi. Le principali difficoltà, soprattutto per i loro compensi, attengono ai rapporti con la Pubblica Amministrazione. Sia nel caso di affidamento diretto che tramite gare e bandi pubblici, si può notare la tendenza ad un progressivo e rilevante ridimensionamento dei compensi, anche per prestazioni estremamente qualificate”.

Il diritto all’equo compenso sarà effettivamente applicato e garantito anche ai professionisti non ordinistici soltanto una volta individuati specifici parametri di riferimento per la sua determinazione, attraverso una previsione certa e univoca a livello nazionale che ad oggi manca” conclude Fioroni. “E non basterà garantire tale diritto nei confronti della Pubblica Amministrazione e dei grandi committenti privati, se non si risolvono i tanti problemi pratici connessi all’individuazione dell’equo compenso, considerando anche l’estrema varietà delle professioni, la diversa concentrazione di professionisti sul territorio e i diversi costi della vita nelle Regioni italiane”.

“Leggi la memoria depositata”

“Rassegna stampa e agenzie di stampa”

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