DL Reclutamento PA: considerare anche i professionisti senza albo

E’ necessario che vengano individuate delle modalità di iscrizione al portale e dei criteri specifici  per tutte le professioni

Per il conferimento degli incarichi da parte della Pubblica Amministrazione, il decreto cd. PA (Decreto legge 9 giugno 2021, n. 80) prevede per i professionisti ed esperti una procedura connessa all’iscrizione al portale del reclutamento e la previsione di un elenco ad hoc a cui iscriversi, istituito dal Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio. L’articolo 1 demanda ad un decreto del Ministro della pubblica amministrazione da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, previa intesa con la Conferenza unificata, l’individuazione di requisiti per l’iscrizione dei professionisti all’elenco, nonché le modalità per l’istituzione dello stesso e la relativa gestione, l’individuazione dei profili professionali e delle specializzazioni, il limite al cumulo degli incarichi, le modalità di aggiornamento dell’elenco e le modalità semplificate di selezione comparativa e pubblica. Tutte le fasi della procedura di selezione dei professionisti dovranno poi essere pubblicate tempestivamente sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione.

Il decreto legge, quindi, si limita ad indicare alcuni requisiti minimi e prevedere che l’elenco dei professionisti sia suddiviso in sezioni corrispondenti alle diverse professioni e specializzazioni e agli eventuali ambiti territoriali e prevede l’indicazione, da parte dell’iscritto, dell’ambito territoriale di disponibilità all’impiego. E’ infine in capo alle amministrazioni, sulla base delle professionalità di cui hanno bisogno, l’obbligo di invitare rispettando l’ordine di graduatoria almeno tre professionisti o esperti, tra quelli iscritti nel relativo elenco, e comunque in numero tale da assicurare la parità di genere e di sottoporli ad un colloquio selettivo per il conferimento degli incarichi di collaborazione.

Il problema nasce dal fatto che i requisiti “minimi” al momento indicati dal decreto legge per iscriversi al portale di reclutamento nell’apposito elenco e quanto specificato ai fini dell’attribuzione di un punteggio agli iscritti (si fa riferimento a professioni regolamentate per cui è richiesto quantomeno un titolo abilitante), non sono stati pensati per le professioni non regolamentate o comunque senza albo.

La procedura di iscrizione, quindi, non tiene conto, da quanto emerge dal decreto legge, di quei professionisti che sono comunque portatori di competenze fondamentali e nuove che possono giocare un ruolo decisivo per il PNRR per esempio, nell’ambito della digitalizzazione o della formazione per lo sviluppo di competenze gestionali, manageriali e di una nuova cultura della salute e sicurezza.

Sono le associazioni professionali ai sensi della Legge 4/2013 che, in questi settori innovativi, raccolgono le nuove professionalità che sono già chiamate a supportare le aziende e le realtà produttive per rispondere anche alle esigenze della nuova organizzazione del lavoro. In ragione del loro ruolo, volto a garantire la tutela del consumatore finale, le associazioni professionali devono certamente essere considerate interlocutori privilegiati per la Pubblica Amministrazione.

Pensiamo, ad esempio, ai professionisti qualificati in materia di project management, transizione digitale, innovazione dei processi organizzativi, sviluppo organizzativo, comunicazione e design e ai consulenti e formatori per la salute e la sicurezza sul lavoro – tema quanto mai centrale nell’ambito della pandemia. Questi ultimi, in particolare, certamente potrebbero essere soggetti a cui la Pubblica Amministrazione dovrebbe fare riferimento al fine di approfondire da un lato la sicurezza in senso tecnico delle sue strutture per essere quanto più innovativa e all’avanguardia, ma anche i concetti di benessere organizzativo e gestione organizzativa del nuovo modo di lavorare.

Vogliamo pensare che non si siano voluti escludere professionisti che sono protagonisti nel Piano di Ripresa e Resilienza e, proprio per questo, riteniamo necessario che vengano individuate delle modalità di iscrizione al portale e dei criteri specifici anche per le professioni non organizzate in Ordini e Collegi.

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