Decreto Taglia Prezzi: “misure giuste ma servono interventi più incisivi”. Il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica va esteso anche ai professionisti.

Lo scorso 5 aprile Confcommercio è stata audita, presso le Commissioni riunite Finanze e Industria del Senato, nell’ambito dell’esame del decreto legge n. 21 del 2022 che contiene misure per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. Il provvedimento intende offrire un’ulteriore risposta alle forti tensioni dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali che hanno fatto impennare, in questi ultimi mesi, di oltre un quarto il costo medio delle forniture elettriche e del gas naturale disponibili sul mercato.

Nel corso dell’audizione, Confcommercio ha espresso la sua posizione sul caro energia, mettendo in evidenza gli assi prioritari delle proposte per contrastare e contenere l’impatto del rialzo dei valori delle materie prime energetiche, tanto più dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Le misure contenute nel decreto si muovono nella giusta direzione ma non sono ancora sufficienti. Per Confcommercio Professioni, occorre, innanzitutto, rendere più inclusivo il nuovo credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica, eliminando il presupposto di accesso attualmente rappresentato dalla potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW. A tal proposito, è opportuno consentirne l’applicazione anche agli esercenti attività professionali e ad ogni attività economica micro o piccola. 

E’ essenziale, poi, rafforzare l’ammontare del contributo, fissato nella misura del 12 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dell’anno 2022. Confcommercio auspica pertanto un innalzamento, adeguato e sostenibile, dell’aliquota.

A giudizio della Confederazione sarebbe, infine, necessario introdurre un meccanismo automatizzato di proroga del beneficio in caso di permanenza di una situazione di criticità dei prezzi energetici.

Leggi il provvedimento in esame e la memoria di Confcommercio

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