Pubblicata la norma UNI sull’Exim Manager

Al processo di normazione ha contribuito anche IMIT assieme a Confcommercio Professioni

L’attività di normazione nel campo delle professioni non regolamentate negli anni ha prodotto un consistente corpus normativo che ora si è esteso anche alla figura del Manager Esperto per i Processi di Export/Import ed Internazionalizzazione (Exim Manager).

E’ stata, infatti, pubblicata sul sito di UNI – Ente Italiano di Normazione, la norma UNI 11823:2021 “Attività professionali non regolamentate – Manager Esperto di Processi di Import/Export ed Internazionalizzazione (EXIM Manager)”.

Si mette finalmente un punto fermo sulle competenze dell’Exim Manager, una professione sempre più cruciale per analizzare, selezionare e sviluppare il mercato estero delle imprese, identificando le strategie più efficaci per l’ingresso e il consolidamento della loro presenza in ambito internazionale. La norma prevede che la professione possa essere svolta sia internamente che esternamente all’organizzazione, operando in via continuativa o temporanea (TEM – Temporary Export Manager).

Sviluppata anche grazie all’apporto al relativo gruppo di lavoro da parte di Italian Managers for International Trade – IMIT e Confcommercio Professioni, la norma UNI prevede tre differenti livelli di inquadramento: Junior, Advanced e Senior corrispondenti rispettivamente ai livelli 5-6-7 del Quadro europeo delle Qualifiche (EQF). Si rivolge, quindi, ad una platea ampia di EXIM Manager in modo da poter essere utilizzata da parte di professionisti con diversi gradi di esperienza, prevedendo un elenco completo dei 12 compiti e delle relative attività specifiche dell’ EXIM Manager, suddiviso in quattro fasi di processo.

La professione dell’Exim Manager può trarre consistenti benefici dalla definizione di requisiti condivisi in termini di conoscenze, abilità e competenze ai sensi della Legge 4/2013. Questi benefici si possono sostanziare in una maggiore certezza e garanzia di qualità nei confronti del mercato e dei consumatori finali, in una più chiara riconoscibilità dei singoli professionisti e della loro qualità professionale e, non ultimo, in un utile strumento di complementarietà tra la normazione tecnica volontaria e il settore cogente.

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