In occasione dell’esame presso la VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati della PDL A.C. 2474, recante «Agevolazioni fiscali per l’assunzione di dirigenti temporanei e a progetto presso le piccole e medie imprese», IMIT – Italian Managers for International Trade e Confcommercio Professioni hanno presentato una memoria congiunta contenente osservazioni e proposte volte a rendere il provvedimento maggiormente coerente con le reali esigenze del tessuto produttivo italiano.
IMIT e Confcommercio Professioni condividono pienamente le finalità della proposta di legge, che mira a favorire l’accesso delle PMI a competenze manageriali qualificate attraverso strumenti flessibili come il temporary management. Tale modello rappresenta, infatti, un’opportunità concreta per colmare carenze strutturali in ambiti chiave della gestione d’impresa, sostenendo processi di crescita, innovazione e internazionalizzazione.
Nel documento presentato alla Commissione, IMIT e Confcommercio Professioni hanno richiamato alcune evidenze emerse dall’analisi del mercato del temporary management in Italia:
1.L’età media di un interim manager supera di regola i 50 anni, si è nell’ordine dei 55 anni di media con un costante incremento registrato negli ultimi anni (The European Survey 2025 di INIMA –International Network of Interim Manager Associations, indica l’età media di 57,8 anni nel 2024 per i temporary manager in Italia) ;
2. La maggior parte dei temporary manager lavora in regime di P.IVA; sono sempre meno le posizioni di Interim Manager a tempo determinato;
3. A livello di funzioni aziendali, il temporary manager oggi non si occupa più solo di finance, ma abbraccia tutte le funzioni che costituiscono l’ossatura di una azienda. Secondo una recente ricerca di LHH Recruitment Solutions, queste sono le percentuali nel 2024:
•Finance33%
•HR23%
•Operations20%
•Sales (tra cui Export Manager)19%
•IT5%
4.La durata media dei contratti supera i 6 mesi e normalmente si attesta tra i 9 ed i 12 mesi, a cui spesso seguono dei rinnovi;
5.Il temporary manager può lavorare full time, ma normalmente lavora 3-4giornia settimana per lo stesso cliente.
Questi elementi delineano un profilo professionale maturo e altamente specializzato, che risponde a bisogni organizzativi complessi di medio-lungo periodo.
Le proposte di IMIT e Confcommercio Professioni
Alla luce di tali considerazioni, sono state proposte alcune modifiche, con l’obiettivo di fine di rendere la proposta di legge più attinente alle vere necessità delle PMI italiane, ovvero:
- superare una definizione eccessivamente restrittiva delle figure manageriali ammesse alle agevolazioni, includendo figure professionali diverse oltre che da quelle del dottore commercialista (Art. 3.1.a);
- si ritiene che i tre anni, siano pochi per garantire il giusto livello di esperienza che un manager a tempo deve possedere per entrare velocemente nei meccanismi dell’azienda (Art. 3.1.a);
- si ritiene che debba essere superato il limite dei 35 anni (Art. 3.1.b), in quanto incoerente con il mercato e con le esigenze delle imprese, che il limite del possesso dei singoli titoli di studio, in quanto ci possono essere alternativi percorsi professionalizzanti per l’acquisizione delle competenze necessarie;
- prevedere il coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative di figure manageriali specializzate su determinate funzioni e professioni, ad esempio l’export management ed il digital management (Art. 3.4)
- riconsiderare i parametri economici legati agli incrementi di EBITDA, giudicati troppo stringenti rispetto alla natura pluriennale dei progetti di sviluppo e riorganizzazione aziendale ( art. 6).
Conclusioni
«Accogliamo con favore l’attenzione del Parlamento verso strumenti che favoriscano l’ingresso di competenze manageriali qualificate nelle piccole e medie imprese – ha dichiarato la Presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni – Il temporary management rappresenta una leva fondamentale per accompagnare le PMI nei percorsi di crescita, innovazione e internazionalizzazione. È però indispensabile che le misure previste siano costruite sulla base delle necessità del mercato del lavoro e valorizzino la pluralità delle professionalità oggi richieste dalle imprese, superando approcci troppo restrittivi che rischiano di limitarne l’efficacia».
In conclusione, IMIT e Confcommercio Professioni ribadiscono la necessità di un intervento legislativo capace di promuovere in modo concreto la diffusione del management a tempo nelle PMI, quale leva per rafforzarne la solidità organizzativa e la capacità competitiva.
Affinché tale obiettivo possa essere pienamente raggiunto, risulta però fondamentale che la normativa riconosca la pluralità delle competenze manageriali oggi richieste dal mercato e dalle imprese, superando impostazioni troppo limitative e valorizzando il contributo delle professionalità specialistiche.
Solo attraverso un approccio inclusivo e aderente alla realtà produttiva sarà possibile trasformare il temporary management in uno strumento strutturale di sviluppo per il sistema economico nazionale.