Il Documento di Finanza Pubblica (DFP) rappresenta il principale strumento di rendicontazione dell’azione di governo, definendo la strategia di finanza pubblica, gli obiettivi di crescita economica e le misure di politica fiscale. Al suo interno, alcuni passaggi fondamentali sono dedicati ai professionisti, che rivestono un ruolo cruciale in relazione allo sviluppo, al benessere sociale e all’occupazione.
Nell’ambito dell’audizione sul Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026, svolta davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera, Confcommercio ha illustrato il proprio contributo. All’interno del documento presentato, una sezione specifica è stata dedicata ai temi avanzati da Confcommercio Professioni.
E’ stata accolta con favore la previsione, inserita nel Documento di Finanza Pubblica e nella Legge Quadro sulle PMI, di disposizioni volte a promuovere il ricambio generazionale, anche attraverso l’adozione di una gestione manageriale da parte di Professionisti. Tale misura si configura come strategica e in linea con le proposte di Confcommercio Professioni finalizzate all’introduzione di nuove professionalità per la riqualificazione dell’offerta delle Piccole e Medie Imprese (PMI).
Tuttavia è stato rilevato come per le professioni non organizzate in ordini o collegi, permangono criticità in merito alle adeguate tutele sul fronte del welfare.
In tale contesto, è stata salutata con favore la previsione della misura “bonus mamme” anche per l’anno 2026, quale strumento a sostegno della genitorialità, che prevede l’erogazione di 60 euro mensili in favore delle lavoratrici autonome con un reddito annuo non superiore a 40.000 euro, ma si rileva che per il 2026 si tratta dell’estensione della misura ponte già prevista per il 2025, in attesa della definizione e successiva valutazione della effettiva portata della misura strutturale di esonero contributivo.
Altresì, è stata posta attenzione sulla necessità di garantire ai professionisti non organizzati in ordini e collegi iscritti alla Gestione separata Inps, la piena deducibilità dei contributi versati a tutte le forme di sanità integrativa, incluse le mutue sanitarie integrative, soprattutto come opportunità di sviluppo del sistema di welfare.
Sul fronte fiscale, positivo il giudizio sulla Legge Delega al Governo per la riforma fiscale, che ha previsto importanti novità per le professioni tra cui, la neutralità fiscale nelle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali partecipati da professionisti ordinistici.
Al fine di evitare trattamenti diseguali, si avanza la proposta di estendere tale principio e la disciplina del nuovo art. 177-bis del TUIR, anche all’esercizio di attività professionali non organizzate in ordini o collegi.
Si ritiene fondamentale, come ribadito anche durante l’evento Nazionale di Novembre 2025, una revisione dell’attuale regime forfettario, in particolare attraverso la riduzione del coefficiente di redditività. I professionisti, infatti, sostengono costi cospicui innanzitutto per gli investimenti legati alla formazione. Confcommercio professioni ritiene fondamentale introdurre meccanismi di finanziamento dell’attività di formazione per lo sviluppo delle competenze legate soprattutto all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. In particolare, dalle analisi approntate da Confcommercio professioni sulla Gestione Separata INPS, risulta evidente che i versamenti contributivi per le prestazioni di welfare e per l’ISCRO dei professionisti iscritti, sono stati di gran lunga superiori rispetto alle prestazioni erogate.
Pertanto, questo avanzo potrebbe rappresentare una fonte utile di finanziamento per la formazione, lasciando invariate le rispettive aliquote dei contributi.
Inoltre, accanto alla riforma delle professioni sanitarie, è stata espressa l’imprescindibile necessità di includere l’aggiornamento della disciplina concernente le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Queste figure professionali rappresentano, di fatto, una componente essenziale del sistema, contribuendo alla risoluzione di problematiche di natura non patologica e al miglioramento complessivo della qualità della vita della popolazione.
Professionisti che operano quotidianamente a stretto contatto con i cittadini, costituendo spesso il primo punto di accesso ai servizi sanitari, specialmente nei contesti territoriali e nelle aree caratterizzate da maggiore fragilità. Si rende pertanto necessario un aggiornamento normativo per le suddette figure, anche alla luce delle profonde trasformazioni introdotte negli ultimi decenni dal progresso tecnologico, dall’innovazione dei materiali, e dall’evoluzione delle tecniche operative, tenendo altresì conto della crescente domanda di assistenza della popolazione.
Infine, preoccupazione è stata espressa in merito alle previsioni contenute negli Schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto relative all’introduzione dell’autonomia differenziata in materia di professioni. Un simile quadro normativo determinerebbe, pur considerando le limitazioni introdotte relative alle professioni di esclusivo rilievo regionale, notevoli elementi di incertezza e potrebbe compromettere la libertà di circolazione dei professionisti.
“Il Documento di Finanza Pubblica deve essere l’occasione per passare finalmente da una logica di interventi temporanei a una visione di sistema per il lavoro autonomo professionale. Nonostante alcuni passi avanti, come le misure per la genitorialità, riteniamo indispensabile che il Governo definisca riforme strutturali in ambito fiscale e per il welfare. Garantire ai professionisti equità di trattamento, tutele certe e strumenti per la formazione continua è l’unico modo per permettere al nostro capitale umano di guidare davvero la crescita e l’innovazione del nostro Paese” ha dichiarato la Presidente di Confcommercio professioni Anna Rita Fioroni
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