Confguide: “urgente una legge per la guida turistica nazionale”

Lo scorso 30 aprile Confguide e Confcommercio Professioni hanno incontrato in videoconferenza, assieme ad altre sigle associative, il Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, per un confronto sulle proposte per il rilancio della professione di guida turistica.

Confguide ha chiesto al Ministro di procedere con urgenza con una legge di riforma della professione di guida turistica che punti a garantire la qualità della professione.

Anche a fronte dei persistenti appelli di Confguide, la riforma della professione è  ufficialmente inserita nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) approvato dal Parlamento e trasmesso a Bruxelles. Nel Piano si legge che essa permetterebbe di “regolamentare i principi fondamentali della professione e di standardizzare i livelli di prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale, producendo un effetto positivo sul mercato”. Contestualmente, si prevede in questa settimana l’avvio dell’esame di due disegni di legge di iniziativa parlamentare sulla riforma della professione in Commissione Turismo al Senato.

“Dal 2013 le guide turistiche possono lavorare in tutto il territorio nazionale, ma la categoria attende una riforma che definisca requisiti univoci in tutta Italia sia per l’accesso alla professione sia per l’esercizio, senza ulteriori esami e incombenze procedurali e burocratiche per le guide già abilitate in Italia”. – dichiara Paola Migliosi, Presidente di Confguide – “L’accesso alla professione è ad oggi, di fatto, bloccato. Chiediamo un’unica regolamentazione a livello nazionale, come unica per tutto il territorio è l’abilitazione per la professione di guida turistica secondo quanto prevede già l’art. 3 della legge 97/2013.

Per Confguide occorre superare l’obbligo di partecipazione a corsi di formazione regionali propedeutici all’esame di abilitazione per l’esercizio della professione di guida turistica e riconoscere la laurea quinquennale come requisito base posseduto da tutte le guide, anche da quelle europee che vogliano operare in Italia in modo stabile. È necessario, altresì, che le guide abbiano un’adeguata conoscenza della lingua straniera, e per le guide estere dell’italiano, pari al livello C2 e una copertura assicurativa obbligatoria per la responsabilità verso terzi.

Confguide rivendica, inoltre, il diritto per le guide di lavorare senza ostacoli all’interno di musei e luoghi della cultura pubblici e privati. “Non potranno più essere tollerate forme di abusivismo – continua Paola Migliosi. – Chiediamo massima tutela e attenzione per i nostri professionisti, con un elenco nazionale delle guide abilitate e un tesserino unico”. Quanto all’ulteriore tema affrontato nell’incontro e relativo ai ristori per l’emergenza Covid, Confguide chiede procedure semplici ed erogazioni certe. Dal contributo del MIBACT di ottobre 2020 molte guide sono state escluse per errori procedurali e per le ammesse al beneficio si sono comunque verificati ritardi. Sul decreto sostegni, per Confguide e Confcommercio Professioni, i ristori previsti sono insufficienti rispetto alle perdite subite nell’ultimo anno.

Cerca